@Alessandro: come sempre, vedo che è meglio criticare. Proposte ne hai? Le "chiacchiere e il teatrino" le fa chi critica, ma non avanza un'idea che sia una. Mi farebbe molto piacere leggere tue proposte concrete.
Alessandro - 1 month ago
Rimango basito... Le 3 iniziative proposte sono semplicemente ridicole e quand'anche fosse possibile applicarle contemporaneamente non servirebbero a nulla.
Il pool di aziende) innanzitutto servirebbe un ENORME pool se si cerca davvero di ottenere un qualche risultato, ma con l'attuale situazione fiscale ed economica non è possibile ottenere che anche UNA SOLA azienda faccia quanto proposto: selezione meritocratica, salario e prospettive di carriera sono già singolarmente impossibili nel contesto italiano. Tutte e tre insieme poi....
Ma avete idea di quali siano i salari all'estero??? Tripli, quadrupli, dieci volte tanto... Ma chi volete che paghi tanto??? Ad un dipendente poi! Che i contratti a tempo indeterminato sono anni che non vengono più presi neanche in considerazione!
Misurazione del flusso di talenti) ma a che dovrebbe servire? Perchè non si sa già che i migliori scappano all'estero o addirittura vengono proprio chiamati da aziende estere? Eppoi mica tutti possono andarsene, altrimenti in Italia non sarebbe rimasto nessuno sotto i 40 anni.
Quota di espatriati) ma che follia è? Primo se sono espatriati è certo che non tornano dopo avere provato cosa significa la meritocrazia, i servizi funzionanti, la civiltà della gente e la sensazione di avere un futuro. Eppoi a che servirebbe? A far finta che non siamo governati solo da mafiosi? Che c'è un 3% di "brave persone" che governa?
Come al solito, solo chiacchere e teatrino.
giuppi - 3 months ago
"Organizzare un pool di aziende in grado di attrarre talenti qualificati, offrendo loro selezione, salari e prospettive di carriera pari a quelli esistenti all’estero" ?
E chi dovrebbe organizzare il pool? Se stiamo parlando di aziende private, non c'è modo di 'organizzarle', è il mercato che decide come ogni singola azienda decide di muoversi nella selezione e gestione del personale.
Questa proposta è frutto di ingenuità o mancanza di conoscenza dei meccanismi economici fondamentali o semplicemente wishful thinking.
Personalmente credo che non bisogna scoraggiare i nostri ricercatori e professionisti a "espatriare", anzi! Vanno incoraggiati a fare esperienze all'estero, per rendersi conto di altre metodologie e avere esperienza di altri mercati, in modo così da aumentare la competitività del Sistema Paese al loro ritorno.
Il problema è che bisogna creare le condizioni perché chi emigra, anche per un breve periodo, possa tornare!
Analogamente, dovremmo anche poter attirare professionisti e ricercatori dall'estero, per arricchire sia il mondo della ricerca che quello produttivo.
L'Italia è fin troppo chiusa, come sistema, anche e non solo per la barriera linguistica, ma anche per pregiudizi culturali, e culinari! Gli italiani una volta erano navigatori, ora spesso chi va all'estero non trova il piatto di pasta come glielo fa mammà, si lamenta...
@Alessandro: come sempre, vedo che è meglio criticare. Proposte ne hai? Le "chiacchiere e il teatrino" le fa chi critica, ma non avanza un'idea che sia una. Mi farebbe molto piacere leggere tue proposte concrete.
Rimango basito... Le 3 iniziative proposte sono semplicemente ridicole e quand'anche fosse possibile applicarle contemporaneamente non servirebbero a nulla.
Il pool di aziende) innanzitutto servirebbe un ENORME pool se si cerca davvero di ottenere un qualche risultato, ma con l'attuale situazione fiscale ed economica non è possibile ottenere che anche UNA SOLA azienda faccia quanto proposto: selezione meritocratica, salario e prospettive di carriera sono già singolarmente impossibili nel contesto italiano. Tutte e tre insieme poi....
Ma avete idea di quali siano i salari all'estero??? Tripli, quadrupli, dieci volte tanto... Ma chi volete che paghi tanto??? Ad un dipendente poi! Che i contratti a tempo indeterminato sono anni che non vengono più presi neanche in considerazione!
Misurazione del flusso di talenti) ma a che dovrebbe servire? Perchè non si sa già che i migliori scappano all'estero o addirittura vengono proprio chiamati da aziende estere? Eppoi mica tutti possono andarsene, altrimenti in Italia non sarebbe rimasto nessuno sotto i 40 anni.
Quota di espatriati) ma che follia è? Primo se sono espatriati è certo che non tornano dopo avere provato cosa significa la meritocrazia, i servizi funzionanti, la civiltà della gente e la sensazione di avere un futuro. Eppoi a che servirebbe? A far finta che non siamo governati solo da mafiosi? Che c'è un 3% di "brave persone" che governa?
Come al solito, solo chiacchere e teatrino.
"Organizzare un pool di aziende in grado di attrarre talenti qualificati, offrendo loro selezione, salari e prospettive di carriera pari a quelli esistenti all’estero" ?
E chi dovrebbe organizzare il pool? Se stiamo parlando di aziende private, non c'è modo di 'organizzarle', è il mercato che decide come ogni singola azienda decide di muoversi nella selezione e gestione del personale.
Questa proposta è frutto di ingenuità o mancanza di conoscenza dei meccanismi economici fondamentali o semplicemente wishful thinking.
Personalmente credo che non bisogna scoraggiare i nostri ricercatori e professionisti a "espatriare", anzi! Vanno incoraggiati a fare esperienze all'estero, per rendersi conto di altre metodologie e avere esperienza di altri mercati, in modo così da aumentare la competitività del Sistema Paese al loro ritorno.
Il problema è che bisogna creare le condizioni perché chi emigra, anche per un breve periodo, possa tornare!
Analogamente, dovremmo anche poter attirare professionisti e ricercatori dall'estero, per arricchire sia il mondo della ricerca che quello produttivo.
L'Italia è fin troppo chiusa, come sistema, anche e non solo per la barriera linguistica, ma anche per pregiudizi culturali, e culinari! Gli italiani una volta erano navigatori, ora spesso chi va all'estero non trova il piatto di pasta come glielo fa mammà, si lamenta...